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La Scuola è l’Economia che verrà?

Tempo di lettura: 2 minuti

scuola_lenteChe la Scuola stia assumendo sempre più un ruolo centrale nei dibattiti politici nazionali ed internazionali non è un mistero.

In Italia, soprattutto in quest’ultimo periodo, non si fa altro (finalmente) che spostare il focus dell’attenzione sulla Scuola.

Quale può essere il motivo di questo nuovo scenario?

L’impressione è che non sitratti di un cambiamento legato ad una ritrovata passione educativa della nostra Nazione.

Sembra, invece, che anche nel nostro Paese non si possa più ignorare un aspetto che oggi si impone con una chiarezza assoluta: sempre più Scuola/istruzione ed economia andranno di pari passo.

Nasce quindi uno scenario futuro che sembra avere una fondamentale importanza e chiama in causa la Scuola. In questo scenario, non sono più solo le scuole secondarie di secondo grado e le università ad avere importanza, ma si scopre come tutta l’educazione, sin dai primissimi anni, rivesta un’importanza centrale per la competitività e la sopravvivenza dei Paesi.

Non è un caso, quindi, che anche un nostro grande quotidiano economico, il sole 24 ore, abbia compiuto l’importante scelta di investire su un’apposito quotidiano digitale dedicato alla Scuola (Scuola24ore).

L’attenzione che si sta rivolgendo alla Scuola, dunque, appare essere mossa da interessi economici (e questo può anche andar bene, a patto che l’attenzione non sia solo economica e di produttività ma venga rispettata l’anima educativa umanizzante). Nel nostro Paese, dove il rapporto tra la popolazione anziana e quella giovanile diviene sempre più grande, l’importanza economica della Scuola appare sempre più evidente, poiché ai giovani spetterà il compito di sostenere una fascia di popolazione sempre più anziana.

I giovani, che sempre più diverranno una risorsa preziosa (ma rara) tra qualche anno dovranno affrontare sfide che nessun’altra generazione ha finora affrontato, facendo leva sulle innovazioni tecnologiche che necessariamente dovranno sostituire o sostenere gli esseri umani (a meno che non si voglia lavorare fino a 90 e più anni), richiedendo competenze (non nozionistiche) elevate.

Scuola ed Economia diverranno amiche inserparabili! Ad un certo punto, diventando questo rapporto sempre più stretto, si potrebbe anche essere tentati di pensare che la Scuola sia l’Economia. Il grande lavoro che ci aspetta, quindi, non sarà solo fare in modo di far funzionare bene questo rapporto (fondato su dati e introiti), ma di aiutare queste amiche a ricordarsi delle persone, potenziando sempre più i processi di inclusione e di benessere per tutti coloro che vivono la Scuola.

Cristian P.

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